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Letzte Änderung: 20.10.2020
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8.1 Protezione dagli elementi mobili

Art. 28 OPI Dispositivi e misure di protezione

1 Le attrezzature di lavoro i cui elementi mobili presentano rischi per i lavoratori devono essere munite di dispositivi di protezione che impediscano di accedere o intervenire nelle zone pericolose degli elementi mobili. 

4 Le attrezzature di lavoro munite di dispositivi di protezione possono essere utilizzate soltanto se tali dispositivi sono in posizione di sicurezza oppure se nell'esercizioparticolare la sicurezza è garantita in altro modo.


Nella scelta del dispositivo di protezione appropriato bisogna tenere conto del genere di rischio (per es. rischio di schiacciamento, cesoiamento, taglio, sezionamento, trascinamento, impigliamento, urto) dell'attività lavorativa da svolgere e della prevedibile frequenza con cui occorre accedere o invadere la zona pericolosa.

1. Passo: Scelta fra riparo o dispositivo di sicurezza immateriale.

  • Riparo
    Barriere materiali. Sono ripari meccanici che impediscono l'accesso di tutto o parte del corpo dell'operatore alla zona pericolosa. Per farlo occorre prima aprirli.
    Un riparo costruito convenientemente può anche servire da protezione contro la proiezione o la caduta di oggetti e la fuoriuscita di sostanze.
  • Dispositivo di sicurezza immateriale
    Barriere immateriali. Sono dispositivi attraverso i quali è possibile l'accesso di tutto o parte del corpo dell'operatore alla zona pericolosa immediatamente e in qualsiasi momento.

2. Passo: Scelta del tipo di barriera di protezione

  • Ripari

    • Ripari fissi
      • fissi, non rimovibili, fissati, per esempio, mediante saldatura.
        Sono da scegliere quando non si deve accedere o invadere la zona pericolosa.
      • fissi, rimovibili, fissati mediante mezzi di fissaggio (viti, dadi, ecc.) tali da rendere impossibile l'asportazione o l'apertura del riparo senza l'ausilio di attrezzi. I mezzi di fissaggio devono rimanere avvitati al riparo per evitare il rischio di perderli o di non più riapplicarli.
        Queste protezioni, per esempio coperture, rivestimenti, recinzioni, ripari a forma di tunnel, sono da scegliere quando bisogna accedere o invadere la zona pericolosa esclusivamente per eseguire lavori di manutenzione.
    • Ripari bloccati
      • mobili, bloccati e senza dispositivo di ritenuta. Sono ripari fissati a cerniere o a guide di scorrimento e bloccati in modo tale che aprendo la protezione il dispositivo di blocco elimina la situazione di pericolo prima che l'operatore abbia a invadere la zona pericolosa.
        Questi ripari, per esempio porte girevoli o scorrevoli e coperture amovibili, sono da scegliere quando bisogna accedere o invadere la zona pericolosa a impianto in esercizio normale o particolare. I dispositivi di bloccaggio sono consentiti a condizione che dopo l'arresto subentri una rapida interruzione dello stato pericoloso, ossia prima di poter invadere o accedere alla zona pericolosa.
      • mobili, bloccati e con dispositivo di ritenuta. Sono ripari fissati a cerniere o a guide di scorrimento, bloccati e ritenuti in modo tale che la protezione possa essere aperta solo una volta dato il comando d'arresto, cessata la situazione pericolosa e liberato in tal modo il dispositivo di ritenuta.
        Questi dispositivi di protezione, quali porte girevoli o scorrevoli, si impongono nei casi in cui bisogna accedere o invadere giornalmente o sovente la zona pericolosa a impianto in esercizio particolare, quando la situazione pericolosa non può essere interrotta rapidamente o quando l'apertura non deve essere possibile se non in determinati cicli di lavoro.

La richiusura di una protezione bloccata non deve determinare il riavviamento della macchina. Per la rimessa in marcia è richiesta un'azione volontaria dell'operatore su un dispositivo di comando previsto a tale scopo.

      • Dispositivi di sicurezza immateriali

        • Dispositivi sensibili
          Sono dispositivi di protezione immateriali (per es. barriere immateriali di sicurezza, scanner o laser, ecc.) o dispositivi di protezione sensibili (per es. commutatori a tappeto).
          L'applicazione di questi dispositivi di protezione è indicata quando bisogna accedere o invadere liberamente e in qualsiasi momento la zona pericolosa. Sono comunque consentiti solo quando la situazione pericolosa viene interrotta con la rapidità necessaria e quando le attrezzature di lavoro non costituiscono un pericolo di proiezione o caduta di oggetti o di fuoriuscita di sostanze (vedere cifra 8.3).
          Quando risulta possibile eludere o accedere a questi dispositivi sensibili, occorre montare un tasto di conferma (vedere commenti nel paragrafo precedente circa la funzione e il luogo d'ubicazione del tasto di conferma).
        • atti a mantenere l'operatore a distanza
          Sono dispositivi di protezione (per es. comandi a due mani, comandi a uomo presente) che mantengono l'operatore a una determinata distanza di sicurezza.
          Questi dispositivi di protezione possono essere impiegati quando la situazione pericolosa alle attrezzature di lavoro in esercizio normale permane solo in determinati cicli operativi durante i quali non esiste nessun dispositivo di protezione e venga interrotta con la rapidità necessaria una volta rilasciato il sistema di comando utilizzato. Questi dispositivi di protezione consentono tuttavia l'accesso di tutto o parte del corpo dell'operatore alla zona pericolosa immediatamente e in qualsiasi momento.
        • senza mantenere l'operatore a distanza
          Sono dispositivi di protezione provvisti di pulsanti di comando per l'avviamento nel funzionamento ad impulsi e pulsanti di convalida (per es. apparecchi di comando o quadro comandi portatili) con i quali l'operatore può accedere alla zona pericolosa e azionare a mano i movimenti pericolosi delle attrezzature di lavoro.
          Questi dispositivi di protezione vengono impiegati quando, per lavorare in esercizio particolare o per eseguire la manutenzione (ispezione, riparazione), occorre azionare singoli movimenti della macchina e quando i dispositivi di protezione esistenti in esercizio normale risultano inefficaci.
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